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Comunicato 01/09/2017
Cari Amici di Giovanni,
ci sono notizie che non vorremmo mai pubblicare ma, con grande dolore, vi informiamo che il maestro Giovanni Boffa è venuto a mancare.
Lascia in tutti noi che lo abbiamo seguito in questi anni il ricordo di un uomo appassionato, di uno studioso profondo, ma soprattutto un artista generoso e attento ad interpretare con la sua arte i grandi temi della vita e del suo trascorrere.

 

“Introspezione metafisica”

a cura di Ipotesi d’Arte

L’idea creativa non risponde a un perchè, non risponde ad un algoritmo ma è pura alchimia. L’idea creativa non suscita ammirazione ma solo sorpresa del nuovo che nasce prima nel cuore e poi nella mente dell’uomo che vuole donare  agli altri qualcosa di sé. L’idea creativa è in fondo un’ipotesi di futuro, un reinventare l’essenza del presente per la sete di parlare un linguaggio nuovo che non è fatto di stereotipi o clichè. C’è una luce nel grembo materno, c’è una luce che solennemente vigila sul nostro quotidiano e ci chiede purezza nei gesti e verità nella parola. C’è una luce che non è solo materna ma è una luce che trascina alla vita l’uomo che scruta ignaro il suo destino. Quante domande senza risposte ogni giorno ci lasciamo alle spalle nell’attesa di un segno che ci spieghi chi siamo veramente. Ogni segno è un richiamo alla vita e un monito a creare dei legami cui si giunge percorrendo strade insolite che, a volte, sembrano senza soluzione di continuità e a volte ti lasciano in una sorta di limbo tanto vuoto quanto a volte soffocante. Chiediti Uomo cosa ti lega alla vita? Chiediti Donna cosa ti conduce alla vita? Domande a volte scontate a volte dolorose che non possono lasciarci indifferenti perchè pretendono una risposta. Giovanni Boffa anche in questo caso non usa mezze misure nella sua contemplazione dell’essere. Ogni sua opera in questa mostra  ripropone in modo quasi maniacale la sua ideale contemplazione del vivere. Si è padre e madre di ciò che si crea. Si è padre e madre di ciò che nasce dal nostro desiderio e dalle nostre aspirazioni di assoluto. E’ un’ipotesi di vita che prende forma e dimensioni metafisiche in una eterea atmosfera di luce e tenerezza.

La mostra Legami Vitali che porta in sé anche tutta la poesia e la carnalità de “I Fiori della Carne” riporta al centro non il sentimento ma l’essenza dell’amore per la vita che è creazione, attesama anche conservazione e difesa della nostra storia, del nostro presente per poterci promettere un futuro. Il suo comporre massiccio, compatto e a volte in scenari allucinanti ci convince ancora di più che l’artista non rappresenta un sentimento ma lo vive ruvido e appassionato nelle sue tele. Numerosi critici nella lunga carriera artistica di Boffa hanno cercato di imbrigliare il senso delle forme che lui così spesso usa lasciando una sua impronta precisa nella sensibilità di chi lo vive nell’intimo della sua vorace sete di vita.

L’uovo e la forma ovoidale in genere, che si ritrova nelle tele, è, per le simbologie tradizionali di moltissimi paesi, segno di vita e rigenerazione nel nucleo interiore sospeso al centro si nasconde la potenzialità di una nuova nascita, nell’allegoria cosmica il tuorlo sospeso nell’albume rappresenta il sole librato nell’etere racchiuso dentro la volta del mondo (il guscio)” (Francesco Giovanni Ferrero)

“L’attualissimo “uovo vitale” una vita incipiente e rinnovatrice che sovrasta le precedenti tematiche nella simbolica immagine di processi partorienti in focolai non più terrestri ma fissati in uno spazio senza un tempo preciso- E’ piacevole ammirare questa gamma di composizioni fervide di significati, specialmente dove la natura si denuda fino all’ultima molecola di vita nell’intricato ingranaggio della connotazione umana. Proprio in questo involucro di finissime e fitte membrane si snoda, in ordine di tempo, come il ciclo solare , l’”essenza vitale” in cui certamente l’uomo materia vedrà il suo processo involutivo con un’analisi, però di implacabile surrealismo il quale conferma la frase del nostro Artista quando egli dice “noi vivendo, ci guardiamo cone in un enorme specchio” (Lorenza Masetta)

Chiudiamo però con una citazione di Rainer Marie Rilke: “Le opere d’arte sono di un’infinita solitudine;niente di peggio che la critica per avvicinarle. Solo l’amore può afferrarle, tenerle e giudicarle rettamente”

ipotesi d'arteRita Marchesini – Valter Borsato

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